mercoledì 30 dicembre 2015

ZUPPA DEPURATIVA DI LENTICCHIE ROSSE, CURCUMA E ZENZERO

zuppa-depurativa
Con questo freddo cosa c'è di meglio che una bella zuppa di stagione? Meglio ancora se con proprietà depurative. Ecco la ricetta della zuppa a base di lenticchie rosse, curcuma e zenzero, che vi permetterà di purificare il vostro organismo e sentirvi anche più leggeri!

Ingredienti per 2 persone:

1 cipolla grande
2 carote
1 gambo di sedano
4 tazze di acqua
sale
200 g di lenticchie rosse decorticate biologiche (dopo averle tenute in ammollo per 2 ore circa)
2 cucchiaini di curcuma 
20 g di zenzero grattugiato
erbette aromatiche a piacere
Preparazione: Pulite, pelate e tagliate grossolanamente la cipolla, la carota e il sedano, versate tutto in una pentola capiente, aggiungete le tazze di acqua, due prese di sale grosso e fate bollire per circa 40 minuti, poi aggiungete le lenticchie che avete lasciato in ammollo per un paio d’ore, copritele e lasciatele cuocere per circa 30 minuti a fuoco medio.
Una volta cotte le lenticchie, frullate tutto con un mixer ad immersione, aggiungete la curcuma, lo zenzero grattugiato, le erbette che preferite, mescolate bene e servite!

domenica 20 settembre 2015

Torta allo yogurt con le mele

Ingredienti

1 limone biologico 
3 uova 
150 gr di zucchero 
150 gr di farina 00  +100 fecola
3 mele 
1 vasetto di yogurt 
1/2 vasetto di olio di semi di girasole 
1 bustina di lievito 
sale

Preparazione

Lavare le mele, sbucciarle e tagliarle a fettine. Irrorarle con il succo di limone e cospargerle con tre cucchiai di zucchero. Versare nel boccale la scorza di limone e grattugiare il tutto per 10 secondi a velocità 9, quindi raccoglierla sul fondo con l'aiuto di una spatola e unire lo zucchero, le uova, la farina, lo yogurt e l'olio: lavorare per 1 minuto a velocità 5. A questo punto unire il lievito con le lame in movimento e lavorare per 50 secondi a velocità 5. Aggiungere anche una mela e mezza tagliata a fettine. Trasferire il composto in una teglia da forno imburrata ed infarinata e decorare con le fette di mele rimaste. Cuocere in forno caldo a 180° C per circa 40 minuti. Sfornare e spolverare con lo zucchero a velo.


sabato 9 maggio 2015

Grazie Mamma,
perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
 hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
 hai protetto il mio cammino,
 hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
 mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
 trovavi il tempo per i mille lavori di casa.

Tu non hai mai pensato  di chiedere un grazie. 
I tuoi occhi - A mia madreNon so cantare
Franco PastoreFranco Pastore
 
 
 
 
Solo quelli son rimasti,
lucidi di dolore
e bagnati di pianto!
Attenti ad ogni sospiro
ed avidi di vita,
più che mai.
I tuoi occhi,
che da sempre
precedono le parole
e danno voce al cuore,
gonfio di piccole cose,
colmo d’amore.
Occhi vissuti nel sole,
che chiedono luce,
avidi di natura,
di musica, di canto.
Occhi pieni di fiducia,
di fede, di speranza.
Occhi che si spengono
ai sogni,
e si aprono alla pace.
Occhi che continueranno
a sorridere, tra noi,
come un regalo
a Natale.
Da te
mi viene il seme
di Calliope‚
dai tuoi messaggi‚
dalle semplici parole‚
oh madre mia‚
così poco amata!
Negli occhi tuoi‚
quell’ansia di soffrire‚
tra aneliti di vita
e la paura di morire‚
scacciata coi canti
e coi sorrisi‚
scrutando‚ di nascosto‚
i nostri visi
e l’orma dei tuoi sogni‚
mai condivisi.
Oggi‚
come solingo rudere‚
sulla sabbia grigia
del mio io‚
li capisco i tuoi sogni
e le paure‚
ma non so cantare
le tue canzoni.
Solo vento
Franco PastoreFranco Pastore
 
 
 
 
Dopo lunghi silenzi,
dalle rughe della vita,    
con l’ansia del parlare,
con la voce della tua anima,
le tue parole.  
Pezzi di vita,
sospiri sussurrati al vento,
con la pazza paura
che qualcuno  
ne fraintenda il fine.
Pensieri semplici di madre,
affidati  al figlio,
con la preghiera, sommessa, di scusarla:
- Sai, io non ho la tua cultura!-
Oh madre mia!
Son io che non ho la tua umiltà,
né la grandiosità del tuo coraggio.
Con le lacrime agli occhi,
ringrazio Dio
per averti avuto quale maestra d’amore,
quello che ti rende
più grande di un dio
ed il più umile dei servi,
quello che  ti spacca il cuore
ed apre i cancelli dell’immenso.
È  come guardarti dentro
e capire  i tuoi silenzi
ed i tuoi sorrisi,
la tua bontà… il tuo amore per la vita.
Alla finestra aperta,
sulla via,
la faccia triste
e gli occhi
di mamma mia.
Ti cerco ovunque,
ma tu non ci sei,
abbraccio Dora
ed i brividi di lei.
Quant’ho temuto in cuor
questo momento,
la vita umana, infine,
è solo vento,
che s’agita tra i sogni
e la speranza,
che anche la morte
sia un’illusione.
Il sole brilla
ai gerani
sul balcone.
Non volevo nascere
Reno Bromuro
 
 
 
 
Non volevo nascere per farti torto, ero offeso
perché non avevi mantenuto le promesse.
Nelle brevi notti senza sonno sussurravi
"non scalpitare angioletto mio
sto preparando per tè tappeti di sole!"
Non volevo uscire dal tuo grembo perché
non eri riuscita nemmeno a rinnovare il pavimento.
Mi presero con la forza e mi voleste al mondo
ma mi rifiutavo di vivere. Mi deste di prepotenza
il latte d'asina. Come potevo accettarla
la vita se mia madre mi aveva mentito
e non ero ancora nato?
Sono passati gli anni. Mi trovo al tuo posto
anch'io ho mentito agli angeli miei
ma quanto avrei voluto tagliarmi la lingua
perché il regalo più bello l'ho avuto
da te vecchietta mia.
© Reno Bromuro - Napoli 2 luglio 1949
Ero appena giunto
Reno Bromuro
 
 
 
 
Ero appena giunto dove s'annida lo spermatozoo
che mi dicesti: "ama la vita e cresci sano e forte".
Ogni giorno mi decantavi la vita,
ma la tua voce come pianto giungeva.
Se tuo marito rincasava ubriaco
se non avevi pane da masticare
se non avevi aria per respirare
se ti sentivi sola
quando avresti voluto compagnia
se dovevi stare zitta
quando avevi voglia di cantare
a me ti stringevi e con voce dolorosa dicevi:
                 "nasci presto che la vita è bella".

Mi attaccai alla vita perché lo volesti
e non mi ribellai quando
col latte d'asina mi nutristi:
perché crescessi eri pronta a tutto.

Ti addossasti il dolore della vita
per darmi solo la parte più bella
ma i giorni di fame furono eterni.
In compenso venne tanta compagnia.

Pensando a quel giorno che il film volevo girare
impiccando uno dei fratelli ti grido:
grazie per aver alzato gli occhi dal ricamo.

Ama la vita, dicevi. E l'amo...
Ma vivo la fanciullezza negata
e solo dolore oggi è mio compagno.