lunedì 8 maggio 2017

Panna acida o Crème Fraîche


Panna fresca liquida 250 g
Yogurt bianco naturale 70g

 Per preparare la panna acida iniziate versando la panna liquida in una ciotola.
 Quindi aggiungete lo yogurt  e frustate delicatamente fino ad amalgamare tutti gli ingredienti .
Coprite con un canovaccio pulito o una garza  e lasciate riposare a temperatura ambiente per 24 ore. Passato questo tempo riprendete la vostra panna acida, mescolatela velocemente con un cucchiaio e trasferitela in un vasetto di vetro : sarà così pronta per essere utilizzata nelle vostre preparazioni!

Per ottenere una panna acida dalla consistenza più soffice raffreddatela in frigorifero e sbattetela leggermente con le fruste elettriche prima di utilizzarla.

Agnello al forno con patate

1 kgAgnello
 1 kgPatate
2Aglio a spicchi
1 bicchiereVino rosso        
2 ramettiRosmarino
2Alloro secco
1 ramettoTimo
q.b.Sale
q.b.Pepe
q.b.Olio di oliva extravergine
Lavate bene l'agnello, asciugatelo e tagliatelo a pezzi. Lavate e preparate le erbe aromatiche. Pulite gli spicchi d'aglio.
In una capiente insalatiera versate il vino rosso, aggiungetevi aglio, rosmarino, alloro e timo. Immergete i pezzi di agnello e lasciateli preferibilmente per una notte intera.
Dopo aver lasciato la carne nella sua marinata per almeno 12 ore, procedete con la preparazione. Lavate e pelate le patate, tagliatele a pezzetti non troppo piccoli.
Disponete le patate in una capiente teglia da forno e conditele con olio, sale, aglio e molto rosmarino.
Disponete i pezzi d'agnello sulle patate regolando di sale e di pepe e infornate a 180 °C per circa un'ora e mezzo. Girate di tanto in tanto per evitare che le patate poste in alto possano bruciare. Servite ben caldo. 

lunedì 17 aprile 2017

Aneto e finocchio selvatico

Aneto:
meno diffuso,
steli più sottili, alti fino a 1 metro, ramificati soprattutto nella parte alta
foglie più pallide,
fiori più minuti di colore giallognolo,posti in ombrelle con 20-30 raggi
fruttii ovali, appiattiti, alati.
  • Aneto  -  Anethum graveolens

Finocchio selvatico:
diffusissimo, spesso quasi infestante,
steli molto vigorosi, alti fino a 2 metri ramificati anche nella parte bassa
foglie di un bel verde brillante e con odore aromatico gradevole,
fiori gialli posti in ombrelle con un max di 10 raggi
frutti verdi, a maturazione grigiastri e striati, molto profumati.





lunedì 10 aprile 2017

Salse per tutto

SALSA AROMATICA
Adatta a: pesce lesso.
Cosa ci serve: 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 3 cucchiai di aceto bianco, un cucchiaio colmo di capperi, uno spicchio di aglio.
Preparazione: frullate tutto per un minuto, poi aggiungete 10 chicchi di pepe rosa pestato e le foglie di due rametti di timo. Mescolate bene.
MARINATA PER PESCE
Adatta a: alici crude, filetti di merluzzo lesso.
Cosa ci serve: Succo di 2 limoni, 3 spicchi di aglio a fettine, un ciuffo di prezzemolo tritato, un rametto di timo (foglie), un foglia di alloro, sale iodato q.b., peperoncino piccante.
Preparazione: mescolate molto bene e fate marinare il pesce con questa salsa per almeno due ore prima di gustarlo.
SALSA ROSSA
Adatta a: scaloppine.
Cosa ci serve: 8 cucchiai di passata di pomodoro, 2 cucchiai di capperi, un’acciuga, 4 olive nere denocciolate, uno spicchio di aglio, peperoncino a piacere, un cucchiaino di origano, un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Preparazione: frullate e mescolare tutti gli ingredienti.
SALSA AROMATICA
Adatta a: carne grigliata.
Cosa ci serve: 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 3 cucchiai di succo di limone, uno spicchio di aglio schiacciato, un rametto di rosmarino, 6 foglie di salvia, 6 chicchi di pepe nero pestato, sale iodato q.b.
Preparazione: mescolate e lasciate riposare un’ora prima dell'uso.
SALSA ALLO YOGURT
Cosa ci serve: Un grosso pugno di prezzemolo tritato finemente, un cucchiaio di paprika dolce, 125 g di yogurt magro naturale.
Preparazione: mescolare bene tutti gli ingredienti.
SALSA ROSSA
Adatta a: carne alla piastra o lessata.
Cosa ci serve: 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 2 cucchiai di passata di pomodoro, 3 cucchiai di aceto di vino rosso, peperoncino piccante in polvere a piacere, mezzo cucchiaino di sale iodato
Preparazione: frullate tutti gli ingredienti e condite la carne con questa salsa.
SALSA AL BASILICO
Adatta a: patate lesse e uova sode.
Cosa ci serve: 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 2 pugni di foglie di basilico, uno spicchio di aglio, sale iodato q.b.
Preparazione: pestate quanto basta a ottenere una salsa densa.

domenica 2 aprile 2017

grani di kefir

Piccoli accorgimenti per manteneli in salute........
Avete dei grani di kefir? ...siete fortunati! Perché?
I grani hanno bisogno di cure quotidiane, vivono solo in certe condizioni, sono fragili e possono morire con estrema facilità, per queste ragioni non possono essere commercializzati.
Il kefir da bere che si trova nel banco frigo di alcuni supermercati e nei negozi specializzati non contiene grani, quindi non può essere riprodotto come invece si fa con lo yogurt bianco.
Se non disponete di grani potete produrre kefir in casa utilizzando speciali fermenti in vendita nei negozi di alimenti naturali, ma la produzione non sarà infinita e ogni tanto i fermenti andranno rinnovati. Nell'articolo biostarter per kefir di latte troverete tutte le indicazioni.


Quando i grani di kefir si trovano in ambiente favorevole si riproducono a volontà. Nei periodi di maggiore riproduzione chi ne ha, dopo aver rifornito amici e parenti si ritrova comunque un esubero. Alcune persone li mangiano in un'insalata un po' come si fa con i fiocchi di latte, ma molti non hanno il coraggio di farlo in quanto vengono vissuti come fossero animaletti, pertanto si ha l'impressione di ucciderli.
Passare i grani da una persona all'altra rimane l'unico modo per averli. Con i dovuti accorgimenti però (ma solo in inverno), i grani possono essere spediti insieme a poco latte.

Che fare se vi spediscono dei grani di kefir?

Quando riceverete il pacchetto i grani saranno senz'altro sofferenti e denutriti, dovrete versare il contenuto su un retino di plastica e separare i grani dal latte che li ha contenuti.
Buttate il latte ormai esausto, se avete ricevuto un cucchiaino di grani mettete circa mezzo bicchiere di latte  nuovo a scaldare, quando sarà  appena tiepido versatelo in un vasetto di vetro, poi aggiungete i grani filtrati. Girate appena un attimo facendo sempre attenzionea non romperli perché sono molto delicati.
Cambiate il latte dopo 2 giorni (filtrando con il colino a rete di plastica) e per altre 2 volte buttatelo, poi finalmente potrete produrre un po' di kefir da bere (o mangiare).

Al terzo cambio di latte potrete aumentare la quantità, per 1 cucchiaino di grani ci vorrà circa 1 bicchiere di latte, in futuro imparerete a gestire la quantità di latte in base alla quantità di grani di cui disponete al momento, perché non appena si saranno adattati alla nuova casa inizieranno a riprodursi.
Il latte non dovrà essere freddo di frigorifero, ma neanche caldo, dovrà essere appena tiepido.
Io di solito ne preparo un bicchiere alla volta, verso prima il latte nel vasetto pulito, poi lo metto a bagnomaria per qualche minuto in una ciotola contenente acqua calda, così il latte perde la temperatura da frigorifero senza però divenire troppo caldo.

I grani soffrono le alte temperature, se mettete latte troppo caldo moriranno, se avete fretta sarà meglio  mettere latte di frigorifero piuttosto che latte troppo caldo. Con il latte a temperatura di frigorifero non succede nulla, l'attività dei grani rallenterà e ci vorrà solo più tempo per ottenere del kefir.
Lasciate i grani per 1 o 2 giorni prima di procedere con la raccolta del kefir, vi accorgerete che l'estate il kefir è molto attivo (perché fa caldo) quindi dopo un giorno sarà subito pronto, mentre in inverno ci vorranno un paio di giorni affinché diventi bello denso. Maggiore sarà la densità, maggiore sarà la quantità di siero che si formerà sul fondo o sulla superficie del vasetto.

Per filtrare il kefir serve un passino a rete in plastica, usate un cucchiaio di plastica per prendere i grani, evitate i metalli. Se riuscirete a raccogliere il siero potrete utilizzarlo per  le diverse ricette che trovate nel blog, lo stesso kefir oltre che berlo potrete usarlo per farne un delizioso formaggio!

1 cucchiaino di grani è la quantità necessaria per circa 200 ml di latte, quando i grani cresceranno staranno troppo stretti in quella quantità di latte, quindi il kefir verrà più denso e si produrrà più velocemente.
Quando questo accadrà si potrà mettere più latte oppure usare la stessa quantità di latte ma togliendo un po' di grani.

Se volete fare il formaggio ci vorrà circa 1 cucchiaio da tavola di grani per 1 litro di latte, quindi dovrete aspettare che si siano moltiplicati a sufficienza.

Per il kefir si può usare latte fresco o latte a lunga conservazione, parzialmente scremato o intero. Tutti i tipi di latte vanno bene, ma i grani si manterranno più in salute (e il kefir verrà migliore) nel latte fresco e intero.
Se usate latte crudo sarà necessario farlo bollire e raffreddare prima dell'uso.

Se tra i grani ogni tanto doveste scorgerne uno giallino, non buttatelo!!! sono dei grani preziosi con fermenti ancora più rari e preziosi.

I grani non vanno mai lavati in acqua!! Se fossero troppo appiccicati o se avessero bisogno di un lavaggio  usate sempre del latte.
Attenzione! I grani sono delicati, non rompeteli, non cercate di separarli, si riproducono formando prima dei pallini piccolini che poi crescono e tendono ad agglomerarsi tra loro, quando prendete il kefir non cercate di separarli a tutti i costi!
Non usate passini a maglia troppo larga, altrimenti i piccoli kefirini appena nati  passeranno attraverso le maglie e andranno persi.

Come dare nuova vita ai grani di kefir

Con il passare del tempo i grani potrebbero perdere parte dei fermenti che rappresentano la vera ricchezza di questo alimento, che fare?

Ho escogitato il seguente metodo per dar loro nuova energia:

Una volta ogni 2-3 mesi acquistate un vasetto di kefir da bere nei negozi specializzati.
Il kefir da usare dovrà essere assolutamente biologico e non dovrà contenere null'altro che latte e fermenti.
Filtrate i grani, metteteli nel solito latte ma aggiungete 3-4 cucchiai di kefir biologico. Il kefir acquistato contiene tutti i probiotici che i grani di kefir dovrebbero avere, pertanto il kefir che aggiungerete aiuterà a colonizzare nuovamente i grani, arricchendoli e dando loro una nuova vitalità.
Ripetere  il procedimento al cambio successivo di latte.

Ripeterete questo trattamento ogni 2-3 mesi o anche ogni 6 mesi affinché i grani siano sempre attivi e pronti a fornirvi un kefir ricco di fermenti.

lunedì 13 marzo 2017

Coniglio alla genovese

Ingredienti

Ingredienti
Coniglio 1,5 kg
Olive taggiasche 100 g
Cipolle 1
Rosmarino 1
1 bicchiere di vino rosato
Aglio 2 spicchi
Timo 1 cucchiaio
Olio extravergine d'oliva circa 5 cucchiai
Brodo di carne q.b.
Alloro 3 foglie
Sale fino q.b.
Pinoli 2 cucchiai
Preparezione
Per prima cosa tagliate almeno in una dozzina di pezzi il coniglio  ricordandovi di tenere da parte la testa, il fegato e i reni.
Terminata questa operazione, mettete in un tegame capiente l’olio d’oliva, scaldatelo, e fateci appassire a fuoco basso la cipolla e l'aglio tritati; unite il coniglio  e rosolatelo, poi aggiungete le foglie di alloro, di timo (o maggiorana) e il trito di aghi di rosmarino . Cuocete fino a quando il coniglio avrà assunto un bel colorito dorato.
asciate cuocere per qualche minuto e poi aggiungete il bicchiere di vino rosso , lasciate evaporare il vino , quindi unite le olive taggiasche. Se vi piacciono,  potete unire i rognoni e il fegato del coniglio.
Aggiungete quindi i pinoli , amalgamate tutto per bene e poi coprite il coniglio con un coperchio   e lasciate cuocere per circa un'ora finché il coniglio non diventerà tenero (la carne dovrà staccarsi facilmente dall'osso). Di tanto in tanto aggiungete un mestolo di brodo in pentola e fate cuocere il tutto a fuoco lento. Impiattate il coniglio irrorandolo con abbondante sugo di cottura e buon appettito!!
Del coniglio non si butta via niente! Se ne avete acquistato uno intero, potete usare la testa (bollendola con qualche foglia di alloro, una carota e una costa di sedano) per preparare il brodino con il quale irrorerete il coniglio durante la cottura. Il liquido di cottura sarà ancora più prezioso, soprattutto se l’avrete arricchito con un buon bicchiere di Rossese di Dolceacqua. In tutti i casi non gettatelo perché, se avete preparato questo piatto in anticipo, basterà scaldarlo al momento di servirlo, facendo ritirare allora la salsina. 

sabato 11 marzo 2017

Strudel

per il ripieno

Mele Golden 750 g
Zucchero 60 g
Pangrattato 60 g
Burro 50 g
Uvetta 50 g
Pinoli tostati 25 g
Cannella in polvere 1 cucchiaino
Rum 2 cucchiai
Scorza di limone
mettete a bagno l’uvetta nel rum, o se preferite, in acqua tiepida; in una padella sciogliete 50 g di burro e quando sfrigola tostate il pangrattato (9).
Mescolate con un cucchiaio di legno perchè non si bruci e lasciatelo dorare qualche minuto (10), poi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Quindi sbucciate le mele, togliendo loro il torsolo, e tagliandole in quattro spicchi e poi a fettine sottili; versate le mele in una ciotola capiente e aggiungete lo zucchero (11), i pinoli (12)
la scorza di limone grattugiata (13), un pizzico di cannella (14) e l'uvetta ben scolata e strizzata (15): gli ingredienti devono rilasciare i loro profumi, ma non devono macerare a lungo perché lo zucchero non rilasci troppa acqua.
Mettete a fondere il burro in un pentolino a fuoco dolce. Poi riprendete il panetto di pasta e stendetelo su un canovaccio leggermente infarinato (16), formando un rettangolo di circa 35x45 (17). Spennellate la superficie, tranne i bordi, con poco burro fuso e cospargete con il pangrattato tostato; questo strato servirà per assorbire i succhi che le mele rilasceranno in cottura (18).
Adagiate sopra di esso il composto con le mele (19); arrotolate lo strudel dalla parte più lunga (20), facendo attenzione a non rompere la pasta (potete aiutarvi con il canovaccio sul quale è posizionato); sigillatelo bene anche sui lati (21), affinché il contenuto non esca durante la cottura.
Poi ponete lo strudel su di una teglia rivestita con carta da forno, con la chiusura rivolta verso il basso e, prima di infornarlo, spennellatelo con il burro fuso (22-23). Cuocete lo strudel in forno statico preriscaldato a 200° per circa 40 minuti (se ventilato a 180° per 30 minuti). A cottura ultimata (24), potete cospargere lo strudel con zucchero a velo e servirlo tiepido e tagliato a fette.
Lo strudel, a seconda del luogo, viene preparato anche con pasta sfoglia o pasta frolla; può essere fatto anche con altri tipi di frutta come pere, ciliegie, albicocche, oppure addirittura con verdure o crauti in versione salata.
Lo strudel si può preparare anche con la pasta sfoglia, ma la versione tradizionale della ricetta prevede la pasta apposita che abbiamo indicato in questa ricetta. Se volete arricchire la presentazione del vostro dolce, accompagnatelo, sempre tiepido o caldo, con della panna semimontata spolverizzata di cannella.